Edmondo Prati – Biografia Italiano

Edmondo_Prati

Un altro artista della famiglia è stato lo scultore Edmondo Prati, nato a Paisandù in Uruguay il 17 aprile 1889 da Michelangelo Prati (1865-1915) e dalla brasiliana Carolina Mattjè (1864-1951), nipote di Eugenio e Giulio Cesare e fratello gemello del pittore Eriberto (1889-1970) e del musicista Italo (1899-1982), violinista nell’orchestra di Toscaini alla Scala di Milano.

Nel 1891 la famiglia rientra a Caldonazzo ed Edmondo, seguendo gli insegnamenti degli zii Eugenio e Giulio artisti affermati, si avvicina all’arte e s’iscrive alla scuola d’arte e dell’artigianato di Trento. Nel 1903 partecipa ad una prima mostra all’Hotel Caldonazzo di Gioacchino Garbari, dove, insieme al fratello gemello, presenta dei bozzetti di creta.

Nell’autunno del 1907 a diciotto anni riparte per l’Uruguay assieme al fratello gemello Eriberto. Sposa Teresita Scanavino (1888-1963) che da alla luce due figli, Mila (1915-1921) e Gabriele (1916-1922). Ritorna in Italia nel 1920 con la moglie Teresita ed i figli per iscriversi all’Accademia di Brera che frequenta fino al 1927, aggiudicandosi ogni anno il primo premio e conseguendo il titolo accademico con il primo premio e la massima lode.

Nel 1925 esegue il busto di bronzo dello zio “Eugenio Prati” che è inaugurato in piazza Municipio il 30 agosto 1925 e due anni dopo, nel 1927, realizza il “Crocifisso” per la cappella del cimitero di Caldonazzo, i busti di bronzo di “Damiano Graziadei”, collocato in largo Graziadei a Caldonazzo e del bis cugino “Lorenzo Prati” (1842-1899), giudice distrettuale a Borgo Valsugana, conservato presso una nipote di quest’ultimo.

Conclusa l’Accademia perfeziona i suoi studi a Milano studiando con i pittori Bignami, Alcide Ernesto Campestrini e con lo scultore Graziosi e poi si trasferisce a Firenze, Roma e visita gran parte dell’Europa per conoscere meglio la scultura dell’epoca.L’Accademia di Brera gli commissiona l’incarico per l’esecuzione di un busto del “Re Vittorio Emanuele” per il salone dell’Accademia.

Nel 1930 ritorna a Montevideo per poi rientrare in Italia come inviato del Ministero dell’Istruzione in missione ufficiale dal 1931 al 1937. A Montevideo realizza grandi statue di bronzo e rilievi allegorici per i grandi portali del salone dei Passi Perduti del Parlamento uruguaiano e per il Palazzo di Giustizia dal titolo “La battaglia di Las Pedras”.

Nel 1932 scolpisce i busti di bronzo della moglie Teresita dal titolo “Vento del Sud”, conservato a Trento nel Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto presso il Palazzo delle Albere e del prof. “Raffaello Prati”, conservato a Caldonazzo in collezione privata. Nel 1936 partecipa alla XX° Biennale di Venezia con l’opera “Gaucho uruguayano” e all’Esposizione universale di Parigi del 1937 vince la medaglia d’argento con l’opera “Quattro esemplari di cavalli di varie razze”.

Ritornato in Uruguay nel 1937 partecipa al I° Consorso nazionale per il monumento a “Josè Enrique Rodò”, vincendo il primo premio e nello stesso anno ottiene il primo e secondo premio al concorso per il modello della medaglia ufficiale del salone Nazionale delle Belle Arti organizzato dal Ministero dell’Istruzione.

Edmondo Prati nel 1938 vince a Montevideo il Concorso nazionale per il monumento “Ai fondatori della patria”. Nel 1940, per incarico del Municipio della città di Salto, realizza il monumento del “Generale Josè Artigas” e scolpisce un “Crocifisso” in bronzo conservato nella Cattedrale di Salto. A Montevideo, nel dicembre del 1943, vince il concorso per il monumento al “Generale San Martin” che realizza in seguito.

E’ autore nel 1944 del primo monumento al “Generale Artigas” in Argentina, del busto dello stesso generale nella città di Havana a Cuba (1946) e nelle città argentine di Corrientes (1958) e di Paranà (1959) (esiste sia in Brasile sia in Argentina), a Guayaquil in Ecuador e a San Salvador.

Nel 1950 realizza una lunetta di bronzo “A ricordo delle zie” e nel 1951, in seguito alla morte della madre, il bronzo “Per i miei genitori” entrambi collocati nel cimitero di Caldonazzo.

Nel 1957 è autore della statua di bronzo del “Generale Garibaldi” per la città di Dolores in Uruguay. Opere di Edmondo si trovano nel Museo italiano a Buenos Aires, nel Museo Edmondo Prati di Salto e nei Musei nazionali dell’Uruguay; al Castello del Buonconsiglio di Trento si possono ammirare tutte le medaglie da lui realizzate e il busto di bronzo di “Cesare Battisti”, nel Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto il busto di bronzo ”Vento del Sud” (la cui modella è la moglie Teresita) e nella Biblioteca comunale di Caldonazzo il busto di bronzo di “Michelangelo Buonarroti” (1931).

Oltre a dedicarsi alla produzione artistica scultoria ha svolto i seguenti incarichi: capo conservatore e direttore dell’Ufficio Artistico del palazzo del Parlamento a Montevideo dal 1946 al 1956, professore titolare di disegno e scultura e poi direttore per concorso della Scuola d’arti applicate dell’Università del Lavoro dell’Uruguay; inoltre è stato membro della commissione nazionale uruguaiana di Belle Arti dal 1938 al 1945 e poi a partire dal 1957 fino alla morte.

Scompare il 24 novembre 1970 a Montevideo all’età di ottantuno anni e le ceneri, assieme a quelle della moglie e dei due figli, riposano nel cimitero di Caldonazzo

Colaborazioni di Alberto Pattini

Per ricevere o dare informazioni scrivere a.pattini@libero.it

Deixe uma resposta

O seu endereço de e-mail não será publicado. Campos obrigatórios são marcados com *

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.